La caduta di capelli nella donna può riconoscere diverse cause. Importante è rivolgersi al Dermatologo che effettuando una corretta diagnosi potrà impostare la terapia più adatta al singolo caso. La storia della paziente, l’esame clinico e la tricoscopia permettono oggi di poter effettuare una diagnosi già nel corso della prima visita, talvolta in casi particolari è necessario eseguire una biopsia incisionale diagnostica.  

Il telogen effluvium acuto o cronico è una delle forme più frequenti di aumentata caduta di capelli nella donna. Solitamente reversibile, può essere correlato ad una carenza di ferro oppure ad alterazioni a carico della tiroide. Altri fattori che possono incidere in questo tipo di caduta di capelli sono eventi particolarmente stressanti dal punto di vista psico-fisico quali la gravidanza, l’allattamento, la menopausa. La forma acuta è più frequente in autunno, probabilmente dovuta ad un’azione nociva dei raggi solari estivi.

L’ alopecia androgenetica femminile è causata dall’azione degli ormoni androgeni, soprattutto del diidrotestosterone (DHT), sui follicoli piliferi sensibili. E’più frequente dopo la menopausa, quando si riducono i livelli degli estrogeni. Un’alopecia androgenetica in età giovanile associata ad altri sintomi deve far pensare ad una condizione di iperandrogenismo e quindi sarà necessaria la collaborazione del ginecologo e dell’endocrinologo per risolvere il problema della caduta di capelli.

L’alopecia fibrosante frontale è un tipo di alopecia cicatriziale, molto invalidante per la donna che ne è affetta. Ancora oggi è oggetto di numerosi studi finalizzati ad individuare le cause scatenanti e alla scoperta di nuove terapie efficaci nel bloccare la progressione della malattia.

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